Chi va in hotel a Verona e può concedersi più di una giornata di soggiorno, sicuramente tornerà con gli occhi pieni di meraviglia. Più che suggestivi sono i suoi ponti, le sue vie, il balcone di Romeo e Giulietta. Inoltre, a circa 25 chilometri, in direzione ovest, sopra Mantova, possiamo trovare il Parco Giardino Sigurtà, che certamente sarà in grado di farvi il pieno di bellezza per un po’.
Considerate, tanto per dirne una, che già nel Seicento, quando era sostanzialmente una tenuta signorile, adibita a grande resa agricola, venne deciso di non aumentare la produzione e l’estensione dei campi coltivati, proprio perché in certi punti si era sopraffatti dalla bellezza. Rimane scritto nei documenti dell’epoca, eh?
Invece le vere origini sono da collocarsi verso la seconda metà del 1400 quando era un brolo, ossia un territorio dove viveva il padrone con le famiglie dei suoi dipendenti. Un micro paesino dove dentro c’era tutto quelle che serviva: dalla sussistenza del corpo, a quella dell’anima, con la cappella dove pregare.
Nel corso degli anni il Parco Giardino di Sigurtà ebbe modo di cambiare molto spesso famiglie e controlli, non trovando mai la soluzione che veramente ne accendesse la grande potenzialità. Ospitò anche Napoleone III dopo alcune battaglie e trovò finalmente la sua giusta consacrazione quando lo acquistò Carlo Sigurtà, che subito si accorse, nelle carte del passaggio di proprietà, che aveva diritto, a costo molto modico, ad attingere alle vicine acque del Mincio per poter irrigare i campi. In quel modo nel volgere di non molto tempo, il Parco Giardino Sigurtà divenne quell’incanto che è oggi, con sentieri tra rose e stagni all’inglese, eremi tra boschi e pietre filosofali.